Artista italiana eclettica e raffinata, Elena Rede (pseudonimo di Elena Re Depaolini) nasce in provincia di Milano da una famiglia di artigiani da cui, sin dalla giovane età, apprende la capacità manuale di plasmare la materia. La sua formazione artistica spazia dagli studi di belle arti a quelli di grafica pubblicitaria, studi che la porteranno a lavorare per noti giornali e agenzie pubblicitarie e in qualità di docente in numerosi corsi formativi. Ma è nell’arte, prima nella bottega di un grande maestro, successivamente nei suoi atelier in cui attualmente lavora a Milano e Alassio, che trova il linguaggio che meglio esprime la sua profonda energia. È in questi spazi che il talento creativo di Elena Rede, partendo da un antico richiamo archetipo di forma e bellezza, dà vita a una nuova figurazione, specchio delle fratture di quel mondo che è il riflesso di oggi.

La sua arte diviene ferrea dichiarazione poetica, l’atto conclusivo di una meditazione rivolta all’essenza di anime in rinascita.
Una fusione di arte e filosofia che diventa sostanza cristallizzata attraverso le resine, plasmata con i pigmenti minerali, graffiata dagli ossidi, scolpita nel marmo o martellata sulla lamiera di rame e stagno: un connubio costante tra passato e presente che l’artista ripropone in una contemporaneità magistrale nei suoi oli su tela, nelle sue tecniche miste su carta, nelle opere scultoree e nei suoi enigmatici mondi in resina. 

Diversi i riconoscimenti pubblici che l’hanno portata sul landscape artistico internazionale: da Roma dove le viene assegnato nel 2009 il Premio Giuria al Festival internazionale dell’Arte, a Berlino al Museo Arte Contemporanea Stattbad Central Berlin Art, dove rappresenta l’arte italiana in occasione dell’anniversario della caduta del Muro. Nel 2011 è finalista al premio pubblico dell’evento Artisti in mostra, conferitole da Philippe Daverio; nello stesso anno espone a Parigi entrando nella selezione del Carrousel du Louvre. Partecipa alla 54° Biennale di Venezia all’interno del Padiglione Italia, selezionata dal comitato tecnico scientifico e dalla commissione di studio presieduta dal professore Vittorio Sgarbi che in seguito la invita con una sua istallazione nelle Sale del Re in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, al Palazzo degli Alessandri di Viterbo e al Palazzo delle esposizioni di Torino nell’evento pubblico per la conclusione istituzionale della Biennale di Venezia per i 150 anni dell’unità d’Italia.

Nel 2012 inaugura all’Hotel de Paris del Principato di Monaco, la sua linea di gioielli “Wearing Art”, una collezione di piccole e preziose sculture da indossare presentata successivamente al Sanat Fuari di Istanbul e nel 2013 negli U.S.A. a Miami durante la sua personale in contemporanea con Art Basel.

Un ricco calendario di eventi pubblici la vede presente in diversi progetti Expo 2015, dapprima con l’istallazione scelta per l’anteprima Expoarte nel Museo Scalvini di Villa Tittoni a Desio (Mb), in seguito alla Fondazione AEM, Museo dell’Energia di Milano e a seguire con altre partecipazioni personali e collettive nei circuiti dei Musei cittadini dell’Expo; mentre a fine anno, in concomitanza con la conclusione di Expo 2015, la ritroviamo con un evento personale patrocinato dalla Regione Lombardia, Provincia di Milano e Comune di Nerviano, nell’antica cornice cinquecentesca dell’ex Monastero Olivetano Nervianese, città metropolitana di Milano che ha dato i natali all’artista.

Nel 2017 inaugura il nuovo studio nel cuore di Milano dove presenta in anteprima alcune opere inedite che saranno presenti prossimamente, in uno evento speciale a lei dedicato, presso la Fondazione Luciana Matalon di Milano.

Le opere di Elena Rede si trovano in collezioni private e pubbliche italiane ed estere, e le sue quotazioni di mercato sono consultabili sul Catalogo d’Arte Moderna n.52 edizione Mondadori  (pagina 369) dove il suo nome è classificato con la sigla “AC”, che denomina l’alto interesse critico.

                                                                                                                                                                                                                                                                                               (Corinne Corci)