Artista italiana eclettica e raffinata, Elena Rede (pseudonimo di Elena Re Depaolini) nasce in provincia di Milano.

Nei vari ambiti del suo lavoro (scultura, pittura e oreficeria) è possibile apprezzare una costante fondamentale: l’urgenza della bellezza.

Così, dipinge e scolpisce corpi, volti, anime, ove è dato di incontrare quella parte di sé che vive dall’altra parte dell’universo, in un raccoglimento lirico, romantico e abissale […] tra disfacimento e resurrezione”, così scrive di Lei il critico-storico Giovanni Faccenda.

Sebbene il suo percorso si muova tra studi di Belle arti e di design, la raffinatezza estetica che contraddistingue la sua arte affonda le radici in un’ingenita indole creativa che la porta inesauribilmente a una ricerca personale in cui emerge una nuova figurazione rigenerata e scarnificata fino all’essenza, fino alla verità. Un’arte intima che l’artista forgia direttamente col fuoco nei bronzi, plasma con le terre e i pigmenti minerali, graffia con ossidi, scolpisce nel marmo, martella sulla lamiera e cristallizza nelle resine. Ogni opera vive nella propria unicità senza che ne esistano multipli o verità differenti: una scelta severa e controcorrente in un mondo frenetico e divoratore di quantità.

Diversi i riconoscimenti pubblici, anche a livello internazionale, fin qui ottenuti. Fra le mostre più importanti che l’hanno vista protagonista negli anni, si ricordano quella a Villa Doria Pamphilj (Roma), al Museo Stattbad (Berlino), al Carrousel du Louvre (Parigi), ad Art Basel (Miami), al Padiglione Italia dell’Expo (Milano), al Padiglione Italia della Biennale (Venezia), al Sanat Fuari (Istanbul), alla Fondazione Luciana Matalon (Milano).

Fra i molti che hanno scritto di lei, ricordiamo Giovanni Faccenda, Paolo Levi, Leo Strozzieri, Vittorio Sgarbi, Stefano Zecchi e i grandi maestri Luca Alinari e Armodio. Le sue opere si trovano in prestigiose raccolte private e pubbliche, italiane ed estere.